Diritti digitali

La Sindone si legge con le dita, la riproduzione visio-tattile parte in tour dal Piemonte

Presentata a Torino e in partenza per un tour tra parrocchie e associazioni, la riproduzione trasforma le sfumature dell'immagine in rilievi che una persona cieca può esplorare al tatto.

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Illustrazione editoriale a tema: La Sindone si legge con le dita, la riproduzione visio-tattile parte in tour dal Piemonte

La Sindone è un oggetto fatto per essere guardato: un’immagine tenue impressa sul lino, che si coglie solo con gli occhi e che nemmeno le riproduzioni fotografiche restituiscono facilmente. Per una persona cieca resta quindi qualcosa di cui sentir parlare, mai da avvicinare davvero. Una nuova riproduzione visio-tattile presentata a Torino prova a cambiare questo, trasformando le sfumature dell’immagine in rilievi che si leggono con le dita. E nelle prossime settimane parte in tour, per raggiungere chi non vede là dove vive.

Le sfumature diventano rilievo

La riproduzione è stata mostrata il 25 giugno nella chiesa del Santissimo Sudario di Torino, la sede storica del Museo della Sindone. È realizzata in scala uno a uno nella parte che mostra il corpo di fronte. Il lavoro parte da un’elaborazione tridimensionale dell’immagine originale: le variazioni di luminosità e di intensità del colore sono state tradotte in rilievi sulla superficie, così che ciò che sull’occhio è più chiaro o più scuro diventi, sotto il polpastrello, più alto o più basso.

La direzione scientifica è del professor Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone, che da anni studia l’immagine con gli strumenti dell’analisi digitale. Al progetto hanno lavorato la Fondazione Centro Studi Carlo Alberto insieme all’Università e al Politecnico di Torino.

Cosa si sente con le mani

Passando le dita sulla superficie si percepiscono i dettagli anatomici che nell’immagine si intuiscono a fatica: la lesione profonda al costato, i segni sulla fronte, le ferite ai polsi e ai piedi. È un modo per farsi un’idea diretta di ciò di cui si è sempre solo sentito raccontare, e per una persona non vedente il tatto qui fa il lavoro che per gli altri fa lo sguardo.

Secondo Balossino questa modalità permette di entrare in relazione con la rappresentazione della sofferenza attraverso un’esperienza sensoriale piena. Al di là del valore religioso, che ciascuno vive a modo suo, resta il fatto pratico: un contenuto culturale fin qui riservato alla vista diventa esplorabile anche senza vederlo.

Un’opera che va incontro alle persone

La scelta che distingue questo progetto è la mobilità. La riproduzione è stata pensata per essere trasportabile e raggiungere direttamente parrocchie, associazioni e realtà che lavorano con le persone non vedenti. È l’opera a mettersi in viaggio verso i suoi visitatori, che possono così incontrarla vicino a casa. Le prime destinazioni annunciate includono Bardonecchia e alcune associazioni del territorio piemontese che seguono persone cieche e ipovedenti.

È una differenza che chi non vede conosce bene. Arrivare in autonomia a un museo lontano, trovare la sala giusta, avere qualcuno che accompagni la visita: sono ostacoli che spesso fanno rinunciare. Un’opera che viaggia e si ferma nei luoghi di prossimità abbatte quella barriera prima ancora che riguardi le dita sul rilievo.

Il lino, l’immagine e i dati

Dietro il rilievo che si tocca c’è un lungo lavoro di analisi digitale dell’immagine. L’impronta sulla Sindone è debolissima e sfumata, e proprio per questo difficile da rendere in tre dimensioni: bisogna decidere quale livello di grigio diventa un rilievo e quale resta piano, senza inventare dettagli che sul lino non ci sono. È il tipo di elaborazione su cui Balossino e i gruppi universitari torinesi lavorano da tempo, applicando ora quegli studi a uno scopo diverso da quello scientifico, cioè renderli leggibili al tatto.

Il risultato è un supporto che una persona cieca può esplorare al proprio ritmo, tornando più volte sullo stesso punto, cosa che una descrizione a parole non permette allo stesso modo. La voce di una guida racconta, il dito verifica. Le due cose insieme danno un’idea più solida di un oggetto che altrimenti resterebbe solo un racconto.

Il filone della cultura tattile

L’iniziativa si inserisce in una stagione ricca di percorsi tattili e audiodescrizioni nei musei italiani, dai calchi da toccare del Museo Tattile Omero di Ancona alle sculture esplorabili con le mani viste in tante mostre degli ultimi mesi. La riproduzione della Sindone aggiunge un caso particolare, perché non parte da una statua già tridimensionale ma da un’immagine piatta e sfuggente, ricostruita apposta perché le dita possano leggerla.

Il calendario completo delle tappe sarà comunicato dai promotori. Chi segue le associazioni del Piemonte e chi opera nel mondo UICI potrà intercettare le date man mano che l’opera arriva sul territorio.

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