Quando i sottotitoli di un video sono impressi dentro l’immagine, per il computer sono pixel. Non esistono come testo, sono parte del fotogramma come un logo o una filigrana, e nessuna interfaccia di accessibilità può esporli a uno screen reader. HardSub Reader, un’estensione per NVDA, prova a recuperarli con il riconoscimento ottico dei caratteri e a leggerli a voce mentre il filmato scorre. La versione 1.3.0 è stata pubblicata su GitHub il 12 agosto ed è entrata nell’Add-on Store di NVDA il 21 agosto.
Come funziona
L’add-on cattura di continuo la finestra del video e passa l’immagine a un motore OCR. Su Windows 11 usa OneOCR, il motore ad alta precisione integrato nel sistema; dove OneOCR non è disponibile ripiega sul riconoscimento ottico storico di Windows. L’elaborazione avviene sul computer dell’utente e la documentazione del progetto dichiara che nulla viene trasmesso in rete. Il comando per accendere e spegnere la lettura è NVDA+alt+maiuscolo+s, e un segnale acustico acuto avvisa che il motore si è attivato.
Dalla versione 1.1.0, uscita il 24 luglio, la lettura resta agganciata alla finestra su cui è stata avviata. Se l’utente passa ad altre applicazioni l’add-on non segue il fuoco e non legge quello che trova altrove; quando la finestra del video viene chiusa, la lettura si spegne con un annuncio. Le impostazioni stanno nel menu NVDA, sotto Preferenze, Impostazioni, categoria HardSub Reader, e da lì si decide se una battuta nuova debba interrompere quella in corso.
Cosa cambia con la 1.3.0
Il changelog pubblicato dall’autrice apre con una correzione pesante: diverse impostazioni non venivano applicate, e l’add-on continuava a usare i valori predefiniti al posto di quelli scelti dall’utente. Adesso le opzioni hanno effetto.
La novità più visibile è il filtro per lingua. Nei video che mescolano più alfabeti capita che l’OCR legga anche il logo dell’emittente, i titoli di coda o una scritta di servizio scritta in un’altra lingua. Digitando un codice come it, en, ar o ja e spuntando l’opzione «Read only subtitles in this language» l’add-on scarta tutto quello che riconosce come appartenente a un’altra lingua.
Due correzioni riguardano le battute su due righe. Prima poteva sparire una delle due quando le righe si somigliavano molto, e poteva saltarne una quando il riconoscimento la perdeva per un istante. Il pannello delle impostazioni guadagna un pulsante per ripristinare i valori di partenza, e un registro diagnostico dettagliato, spento in partenza, che si accende solo per segnalare un problema. Anche il filtro per il testo tutto in maiuscolo ora tiene conto della lingua dei sottotitoli.
Il filtro contro il rumore
La versione 1.2.0, del 29 luglio, aveva già introdotto una lista di frasi e di schemi che non vengono mai letti. Ci sono opzioni pronte per i casi più frequenti: i timestamp isolati, le filigrane brevi scritte in maiuscolo, gli inviti a saltare la pubblicità e le stringhe di soli simboli che l’OCR produce quando sbaglia. Le frasi aggiunte a mano vengono confrontate con la riga intera, così una parola comune non cancella per sbaglio un dialogo che la contiene. Chi vuole spingersi oltre può cominciare la riga con «regex:» e scrivere un’espressione regolare.
Sempre nella 1.1.0 era arrivata la gestione dei sottotitoli da destra a sinistra: quando l’OCR piazza la punteggiatura di fine frase all’inizio della riga, come succede con l’arabo, l’add-on la rimette al suo posto, e le voci sintetiche smettono di annunciare un punto prima di ogni battuta. Le righe multiple vengono pronunciate come un’unica frase, perché con l’interruzione attiva la seconda tagliava la prima.
Chi c’è dietro
L’add-on è firmato da Shaima Almarzooqi ed è distribuito con licenza GPL v2. Nella documentazione l’autrice dichiara di averlo costruito con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, senza una formazione da programmatrice alle spalle, e di aver aggiunto una suite di test automatici sulla parte che individua i sottotitoli. La scheda dell’Add-on Store indica come requisito minimo NVDA 2023.1 e come ultima versione collaudata NVDA 2026.1.1.
Dalla 1.0.1 del 9 luglio l’installazione su Windows 11 propone da sola la configurazione del motore ad alta precisione, con un’unica richiesta di permessi da amministratore. L’helper OCR viene distribuito come programma autonomo, quindi non serve installare Python, e il wrapper di OneOCR, con licenza MIT, è incluso nel pacchetto. Sempre in quella versione la scorciatoia è passata a NVDA+alt+maiuscolo+s per togliere di mezzo il conflitto con il comando di divisione audio di NVDA.
HardSub Reader si installa dall’Add-on Store di NVDA, sotto Strumenti, Add-on Store, oppure scaricando il pacchetto: Scarica HardSub Reader dalla pagina GitHub del progetto (gratis, software libero con licenza GPL v2).
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