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Calcio a 5 per non vedenti, a Roma la finale dello scudetto B1

Il 13 e 14 giugno 2026 il Centro di Preparazione Paralimpica di Roma ha ospitato la Final Four del Campionato Italiano di calcio a 5 per non vedenti B1. Quattro squadre, le prime due dei due gironi, si…

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Illustrazione editoriale a tema: Calcio a 5 per non vedenti, a Roma la finale dello scudetto B1

Il 13 e 14 giugno 2026 il Centro di Preparazione Paralimpica di Roma ha ospitato la Final Four del Campionato Italiano di calcio a 5 per non vedenti B1, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi. Quattro squadre, le prime due dei due gironi della stagione, si sono giocate lo scudetto. Le partite si sono svolte davanti a un pubblico contenuto in via delle Tre Fontane 27, e la finalissima della domenica è andata in differita su Rai Sport dalle 13 e 50. Per la community di chi non vede ed è appassionato di calcio, è l’appuntamento dell’anno.

Le quattro squadre

Alla Final Four di Roma erano qualificate le prime due classificate del girone Nord e le prime due del girone Sud della stagione regolare 2025-2026. Dal Nord erano arrivate Quarto Tempo Firenze e Sanremo Liguria Non Vedenti. Dal Sud Sport Ability Roccaraso e UIC Bari. Sabato 13 giugno alle 17 si sono giocate le prime due semifinali: Sport Ability Roccaraso contro Sanremo Liguria, e poi alle 19 Quarto Tempo Firenze contro UIC Bari. La finale per il terzo e quarto posto è stata domenica mattina alle 9, la finale per lo scudetto alle 11 e 30. Tecnoaccess, alla data di pubblicazione di questo pezzo, non è in grado di confermare in modo verificato il nome della squadra che ha vinto: come sempre per il calcio B1 il comunicato federale arriva di solito qualche giorno dopo la partita, e preferiamo aspettare la conferma ufficiale piuttosto che riportare risultati di cronaca non verificati. Aggiorneremo il pezzo non appena la federazione pubblicherà il risultato.

Come funziona il calcio a 5 B1

Per chi non conosce il regolamento, vale la pena ricordare l’essenziale. Il calcio paralimpico per non vedenti, codificato a livello internazionale dalla International Blind Sports Federation, ha una categoria principale, la B1, dedicata ai giocatori ciechi assoluti o con residuo visivo minimo. I quattro giocatori di movimento in campo indossano una mascherina opaca con tampone oculare sotto, per garantire parità di condizioni indipendentemente dal grado di residuo visivo. Il portiere è invece di solito un giocatore vedente o ipovedente. Il pallone è una palla di cuoio o sintetica con sonagli in acciaio all’interno, che emette un suono continuo durante il rotolamento. La guida dell’attacco è affidata a un chiamatore, una figura posta dietro la porta avversaria che indica a voce direzione, distanza, posizione dei difensori.

Le dimensioni del campo sono ridotte rispetto a un campo da futsal classico: trentotto-quarantadue metri per venti, delimitato da sponde alte cento-centotrenta centimetri. Le sponde servono perché la palla non esca, perché ogni interruzione costringerebbe a riposizionarsi nello spazio. Si gioca a tempo effettivo, due tempi da venti minuti. Il pubblico, durante l’azione, è invitato al silenzio per non disturbare l’ascolto dei giocatori. Il tifo si esprime fra un’azione e l’altra.

Chi organizza e chi sostiene

La federazione di riferimento per il calcio B1 italiano è la FISPIC, Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, presieduta da Silverio Alviti. Sul versante della Federazione Italiana Gioco Calcio, l’attività paralimpica è gestita dalla Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale, presieduta da Franco Carraro. Il Comitato Italiano Paralimpico, ente di vertice del movimento, ha come presidente Marco Giunio De Sanctis, che alla presentazione della Final Four ha sottolineato la valenza sociale del calcio paralimpico e l’importanza del riconoscimento del movimento. È la cornice che ha dato il tono all’evento di Roma.

Il campionato italiano di calcio a 5 B1 si gioca in Italia da una trentina d’anni, e nell’edizione 2024-2025 ha visto al via dieci squadre divise in due gironi su base geografica. Le rose sono composte da giocatori non vedenti, in larga parte tesserati anche con sezioni territoriali UICI, che si allenano in palestre o campi messi a disposizione da parrocchie, scuole, federazioni sportive locali. L’attività non è professionistica: chi gioca lo fa per passione, talvolta con un piccolo rimborso spese, e finanzia in larga parte le proprie trasferte attraverso le società.

L’Italia nel mondo

Per inquadrare la nostra Final Four nella scena internazionale, conviene ricordare che il calcio paralimpico per non vedenti ha tradizione antica in Brasile, dove si gioca un campionato organizzato dal 1980. La Spagna ha cominciato a metà anni Ottanta. Il Brasile è la nazionale dominante dell’era paralimpica, con cinque ori olimpici consecutivi dal 2004 al 2020. L’Italia gioca a livello internazionale, partecipa ai Mondiali, e all’edizione di Birmingham nel 2023 ha chiuso ottava, con il giocatore Iyobo che è risultato capocannoniere della manifestazione. È un risultato che racconta un movimento di buona qualità, capace di esprimere singoli giocatori al livello dei migliori al mondo, in un quadro generale ancora distante dalle nazionali di vertice.

La differita in Rai e l’accessibilità della cronaca

La finale della Final Four è andata in differita su Rai Sport domenica 14 giugno dalle 13 e 50. Non è un dato scontato: avere un campionato italiano per non vedenti trasmesso in chiaro su un canale pubblico nazionale è un piccolo riconoscimento mediatico che il movimento meritava da anni. Va detta però una cosa, che spesso si tace nei comunicati ufficiali. La telecronaca delle partite di calcio a 5 B1 in televisione è una telecronaca sportiva standard, costruita sull’inquadratura televisiva. Per chi non vede e ascolta la differita da casa, alcuni snodi tattici dell’azione restano impliciti: la geometria del campo, il posizionamento dei difensori, lo spazio fra i giocatori. Un’audiodescrizione dedicata, anche solo come traccia secondaria scelta dall’utente nel telecomando, sarebbe la chiusura del cerchio. È paradossale che uno sport pensato per chi non vede, trasmesso in tv, non sia trasmesso anche con audiodescrizione. Una piccola contraddizione che vale la pena segnalare in attesa che cambi.