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EPUB 3.4, il formato degli ebook accessibili adotta nuovi standard per immagini e audio

Il W3C ha pubblicato la bozza avanzata di EPUB 3.4: nuovi formati per immagini e audio e il richiamo esplicito ai requisiti di accessibilità che rendono un ebook leggibile con screen reader e braille.

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Illustrazione editoriale a tema: EPUB 3.4, il formato degli ebook accessibili adotta nuovi standard per immagini e audio

Il libro digitale che un cieco legge con lo screen reader o su una riga braille quasi sempre è un file EPUB. Da questo formato dipende se un testo si lascia navigare capitolo per capitolo, se le immagini hanno una descrizione, se la lettura vocale segue l’ordine giusto. Il 21 luglio il W3C, l’organismo che governa gli standard del web, ha pubblicato EPUB 3.4 come Candidate Recommendation Draft, cioè una bozza avanzata destinata a diventare la prossima versione ufficiale del formato.

A curare il lavoro è la Publishing Maintenance Working Group. Il documento porta con sé una precisazione che conviene tenere a mente: è ancora una bozza, e può cambiare prima della versione definitiva. Le novità però danno già l’indirizzo verso cui va il formato degli ebook.

I nuovi formati ammessi

EPUB 3.4 aggiunge tra i tipi di file supportati due formati immagine moderni, AVIF e JPEG XL, il codec audio OPUS dentro un contenitore MP4 e i font WOFF2. In pratica un ebook potrà contenere immagini più leggere e definite, audio compresso meglio e caratteri tipografici più curati, restando dentro lo standard. Per chi legge con gli occhi conta la resa; per chi legge in altro modo conta che questi contenuti restino accessibili allo screen reader e alla riga braille, e qui entra la parte sull’accessibilità.

L’accessibilità dentro lo standard

Il testo stabilisce che le pubblicazioni dovrebbero conformarsi ai requisiti definiti nella specifica EPUB Accessibility 1.2. È una raccomandazione, non un obbligo: il verbo usato è “should”, dovrebbero, non “must”, devono. Il riferimento a EPUB Accessibility 1.2 resta un documento separato, richiamato per i dettagli sulla conformità. La direzione, avviata già con la versione 3.3, tiene l’accessibilità agganciata al cuore del formato. Resta un’indicazione forte per gli editori, che sanno cosa un ebook dovrebbe garantire per essere leggibile da tutti.

Cosa significa per un lettore cieco. EPUB Accessibility 1.2 chiede, tra le altre cose, testo alternativo per le immagini, una struttura di navigazione ordinata, metadati che dichiarano quali funzioni di accessibilità un libro offre. Quando questi requisiti sono rispettati, un ebook si apre e si legge con VoiceOver, NVDA o JAWS senza sorprese, e le figure hanno una descrizione al posto del silenzio.

C’è un punto che riguarda i nuovi formati immagine. AVIF e JPEG XL comprimono meglio delle immagini tradizionali, quindi un libro illustrato pesa meno e si scarica prima. Per chi non vede il vantaggio arriva solo se ogni immagine porta con sé la sua descrizione testuale: un grafico senza alt-text resta un buco anche nel formato più moderno. Lo standard mette a disposizione i contenitori, poi tocca a chi confeziona il libro riempirli nel modo giusto.

Perché una bozza fa notizia

Uno standard non arriva sugli scaffali digitali il giorno della pubblicazione. Passa attraverso fasi di revisione, e la Candidate Recommendation è il momento in cui il gruppo di lavoro ritiene stabile l’impianto e raccoglie le prove di implementazione. Da qui in avanti case editrici, produttori di reader e sviluppatori di app iniziano ad adeguarsi. Seguire questi passaggi serve a capire in anticipo quali formati di libro un non vedente troverà accessibili tra qualche mese, e quali requisiti gli editori dovranno rispettare per non lasciare fuori chi legge in vocale o in braille.

Il quadro italiano

In Italia il tema degli ebook accessibili tocca da vicino chi si affida al libro parlato e alle biblioteche digitali. L’European Accessibility Act ha reso l’accessibilità degli ebook e dei relativi lettori un requisito di legge per i prodotti immessi sul mercato. Uno standard EPUB che tiene insieme formati aggiornati e requisiti di accessibilità dà agli editori un terreno più chiaro su cui muoversi, e riduce lo scarto tra il libro che esce per tutti e la sua versione realmente leggibile da chi non vede.