Ascoltare podcast dall’iPhone sembra una cosa banale, finché non si prova a farlo con VoiceOver. Le app più diffuse mescolano pulsanti senza etichetta, liste che si ricaricano da sole e comandi nascosti dietro gesti che lo screen reader fatica a raggiungere. Da qualche giorno c’è un’alternativa nata con un’idea diversa: si chiama Earshot, è un client per podcast pensato dall’inizio per chi si orienta a orecchio, e la comunità AppleVis lo ha segnalato come una delle uscite più interessanti della settimana per gli utenti ciechi e ipovedenti.
Un’app costruita attorno a VoiceOver
Earshot è disponibile sull’App Store dopo l’approvazione di Apple. Il punto di partenza dichiarato è la compatibilità totale con VoiceOver: ogni schermata è etichettata, ogni comando ha un nome che lo screen reader legge senza inventare, e la navigazione segue un ordine prevedibile. Chi usa lo screen reader di Apple sa quanto pesi questo dettaglio, perché in molte app concorrenti il focus salta, i pulsanti restano muti e serve andare a memoria.
L’app arriva da uno sviluppatore che VoiceOver lo usa in prima persona, e ogni versione è stata provata con lo screen reader attivo prima di uscire. Nella fase di test hanno avuto voce anche utenti ciechi e ipovedenti, che hanno segnalato gli attriti e chiesto le funzioni che a loro servivano davvero. Si sente nella cura dei particolari, quelli che di solito passano inosservati a chi progetta guardando lo schermo.
Il rotore che fa la differenza
La funzione che più conviene conoscere sono le Quick Actions configurabili. In pratica Earshot mette le azioni più usate dentro il rotore di VoiceOver, il selettore circolare che si richiama ruotando due dita sullo schermo. Da lì l’utente sceglie cosa deve comparire: mettere in pausa, saltare avanti nell’episodio, scaricare una puntata, segnare come ascoltata. Così, dove servirebbe cercare il pulsante giusto trascinando il dito per tutta l’interfaccia, basta girare il rotore ed eseguire il comando al volo.
È il tipo di scorciatoia che chi non vede impara ad amare, perché trasforma un’operazione da dieci passaggi in uno solo. E siccome le azioni sono personalizzabili, ognuno costruisce il proprio rotore attorno alle abitudini che ha.
Come si gestiscono gli abbonamenti
Sul fronte della gestione, Earshot copre quello che ci si aspetta da un client serio. Gli abbonamenti si organizzano in cartelle, così chi segue decine di programmi non si ritrova un elenco chilometrico da scorrere ogni volta. C’è la selezione multipla per agire su più episodi insieme, la ripresa automatica dal punto in cui si era rimasti, e il download automatico dei nuovi episodi per averli pronti offline.
Chi arriva da un’altra app non deve rifare tutto da capo: Earshot importa ed esporta il file OPML, il formato standard con cui si travasa la lista dei podcast da un client all’altro. Bastano pochi secondi per portarsi dietro anni di sottoscrizioni.
Gratis, con una parte a pagamento
Earshot si scarica gratis e nella versione base pone un limite al numero di podcast a cui iscriversi. Per toglierlo c’è Earshot Plus, che apre le sottoscrizioni illimitate e altre funzioni. Costa 2,99 dollari al mese, 19,99 dollari all’anno oppure 49,99 dollari una volta sola per la licenza a vita, così chi non ama gli abbonamenti ricorrenti ha comunque una strada.
Un dettaglio che vale la pena segnalare: l’app dichiara di non contenere pubblicità né tracker di terze parti. Per chi si muove con lo screen reader la pubblicità è doppiamente fastidiosa, perché VoiceOver la legge come qualsiasi altro elemento e interrompe l’ascolto. Toglierla di mezzo rende l’app più pulita da usare.
Perché interessa a chi non vede
Il podcast è uno dei formati più naturali per chi vive di audio, e per molti utenti ciechi è la principale fonte di informazione e intrattenimento. Avere un lettore che tratta VoiceOver come cittadino di prima classe fin dal primo giorno cambia l’esperienza quotidiana. Earshot va provato nella versione gratuita, che basta a capire se il ritmo dei comandi si sposa con le proprie abitudini. Chi vuole approfondire trova la scheda e i primi commenti degli utenti su AppleVis, il punto di riferimento della comunità di lingua inglese per le app iOS accessibili.