L’European Accessibility Act è in vigore in Italia da 11 mesi, dal 28 giugno 2025. Le banche, gli e-commerce, gli editori di ebook, i trasporti e i servizi di telefonia hanno l’obbligo di rendere i propri servizi digitali accessibili alle persone con disabilità. AgID ha pubblicato le linee guida operative l’11 marzo 2026. Per chi non vede in Italia, il GAAD 2026 è il momento per fare un bilancio onesto su chi è a norma e chi ancora no.
Cos’è l’EAA, in due righe
L’European Accessibility Act è la direttiva UE 2019/882, recepita in Italia con D.Lgs 82/2022. Impone ai servizi digitali rivolti ai consumatori standard minimi di accessibilità basati su WCAG 2.1 livello AA, con responsabilità chiara dell’operatore. Sanzioni amministrative fino a 40.000 euro per violazioni accertate. La data di entrata in vigore effettiva era il 28 giugno 2025, con periodi di transizione per servizi esistenti fino al 2030.
Le Linee Guida AgID dell’11 marzo 2026 sono il documento operativo che traduce la direttiva in obblighi tecnici per le aziende italiane. Specificano WCAG 2.1 AA come riferimento, obbligano la pubblicazione di una dichiarazione di accessibilità per ciascun servizio, fissano i requisiti per la procedura di reclamo dell’utente e per la risposta del fornitore entro 30 giorni.
Le app bancarie italiane, situazione al 21 maggio
Le app bancarie sono il caso d’uso quotidiano per eccellenza di chi non vede. Senza l’app, gestire un conto corrente in Italia oggi richiederebbe lo sportello fisico o il telefono, opzioni più costose in tempo e in commissioni. Vediamo dove sono le principali sei banche italiane al 21 maggio 2026.
Intesa Sanpaolo lavora da anni con ASPHI Onlus, fondazione di Bologna specializzata in tecnologie per la disabilità. L’app My Intesa è fra le più collaudate con VoiceOver e TalkBack, ha un menu accessibility dedicato, le firme digitali funzionano via biometria o passphrase. Restano problemi su alcuni flussi di nuova attivazione carta e sulla sezione investimenti.
UniCredit ha migliorato l’app negli ultimi due anni dopo segnalazioni della community. Login con FaceID e VoiceOver funziona, riepilogo movimenti leggibile, bonifico ordinario accessibile. Le segnalazioni community più frequenti riguardano captcha visivi non sempre sostituiti da alternative audio sul Pago Bollettino. Per BancoPosta la community italiana segnala persistenti problemi di label mancanti su alcuni pulsanti e flussi non sempre navigabili in modo lineare. La dichiarazione di accessibilità pubblica del servizio è il documento di riferimento per capire dove l’azienda si è impegnata e dove no.
Banco BPM, BPER Banca e Crédit Agricole Italia sono nel mezzo come maturità accessibility, secondo le segnalazioni della community. Fineco Bank ha dal 2022 un working group accessibility con la cooperativa Yeah, dichiarato pubblicamente sul sito ufficiale finecobank.com/accessibilita. La community la indica fra le app più solide con VoiceOver. Le banche online (Webank, Hype, N26 Italia, Revolut Italia) hanno qualità variabile secondo le segnalazioni utenti. Webank è generalmente ben valutata. N26 e Revolut sono in miglioramento.
E-commerce e ebook, l’altro mondo a norma
L’EAA si applica anche agli e-commerce, agli ebook e ai servizi di lettura digitale. Amazon Italia è generalmente solida sui flussi di acquisto con VoiceOver, anche se l’app Kindle ha avuto problemi storici sulla navigazione di libri con layout complesso. La community italiana usa molto Bookbeat, Storytel e Audible per audiolibri, tutti accessibili. Spotify per audiolibri non è ancora disponibile in Italia (lo abbiamo coperto la scorsa settimana).
Sul fronte editori italiani, Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili) gestisce il catalogo di ebook accessibili nazionali. Oltre 40.000 titoli, distribuiti dai principali editori italiani che hanno aderito allo standard ePub3 accessibile. Ne parliamo nel dettaglio nel pezzo del pomeriggio. L’EAA ha accelerato l’adesione: editori che fino al 2024 producevano ePub generici ora pubblicano ePub3 accessibili come standard.
Trasporti e telefonia, situazione più indietro
I siti di Trenitalia e Italo hanno migliorato negli ultimi due anni ma restano fra i servizi italiani con segnalazioni accessibility più frequenti. Le app dei trasporti pubblici urbani (Atac Roma, ATM Milano, GTT Torino, ATAC Catania) sono molto eterogenee: alcune ben fatte, altre con pulsanti senza label e mappe non navigabili da screen reader. AccessibleEU sta producendo audit settoriali per stato membro che pubblicherà entro fine 2026.
I servizi di telefonia (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) hanno app generalmente accessibili sul lato gestione tariffa e ricarica, problemi sui flussi di attivazione nuove offerte. Rappresentanti del settore telco interverranno alla tavola rotonda EAA agli Accessibility Days di domani 22 maggio.
Cosa fare se un servizio non è accessibile
L’EAA prevede una procedura di reclamo formale. L’utente segnala il problema al fornitore del servizio, che deve rispondere entro 30 giorni con un piano di rimedio o con la motivazione di una eventuale impossibilità tecnica. In caso di mancata risposta o di risposta insufficiente, l’utente può presentare reclamo ad AgID, che può attivare istruttoria e applicare sanzioni amministrative fino a 40.000 euro per servizio non conforme.
UICI nazionale e gli sportelli territoriali offrono supporto ai propri associati per la stesura dei reclami. La procedura per ora richiede tempo (mesi) ma è una via legale operativa, che fino al 2025 non esisteva. La community sta imparando a usarla, le prime sanzioni si attendono nel corso del 2026.
Il bilancio onesto a undici mesi dall’entrata in vigore: l’EAA ha mosso il settore italiano, ma la velocità di adeguamento dipende da chi guida l’azienda. Le realtà con accessibility manager interni (Intesa Sanpaolo, Fineco, Amazon Italia) sono molto avanti, le altre rincorrono. Il GAAD è un’occasione utile per ricordare a chiunque gestisca un servizio digitale italiano che la legge esiste ed è un obbligo.