Hardware assistivo

Dal bastone che lampeggia al navigatore da collo, gli ausili artigianali di CieCose per muoversi da soli

Segnalati dal notiziario UICI di Como, NaviGoz e il cicalino con luci escono dal laboratorio artigianale di Roberto Gozzani per aiutare orientamento e sicurezza di chi non vede.

Pubblicato il 4 min lettura Notato un errore? Scrivi a redazione

Illustrazione editoriale a tema: Dal bastone che lampeggia al navigatore da collo, gli ausili artigianali di CieCose per muoversi da soli

Non tutti gli ausili per chi non vede nascono nei laboratori delle grandi aziende. Alcuni escono da un piccolo laboratorio artigianale italiano, quello di CieCose, dove Roberto Gozzani costruisce a mano prototipi per l’orientamento, la misura e l’autonomia quotidiana delle persone cieche. Il notiziario dell’UICI di Como del 29 luglio ne ha rilanciati due che meritano attenzione: un navigatore acustico da portare al collo e un dispositivo luminoso e sonoro da fissare al bastone bianco.

NaviGoz, le indicazioni senza tappare le orecchie

NaviGoz è un navigatore acustico che si indossa al collo e dà indicazioni vocali durante gli spostamenti. La scelta di tenerlo lontano dalle orecchie è precisa: chi non vede si affida moltissimo all’udito per capire il traffico, i passi degli altri, gli spazi, e un auricolare che isola quel canale è un rischio. Il dispositivo parla lasciando l’udito libero di ascoltare l’ambiente.

Tra le funzioni segnalate ci sono l’avviso di ostacoli e aperture davanti a sé, una guida per procedere dritti lungo strade e piazze e una bussola che indica il nord e il sud. Secondo i riscontri degli utilizzatori, chi lo usa cammina più dritto e si orienta meglio, ed è stato provato anche in contesti difficili come la spiaggia, dove i riferimenti mancano quasi del tutto.

Il cicalino con luci, farsi vedere agli incroci

Il secondo dispositivo lavora sul versante opposto: rende visibile agli altri chi cammina col bastone. È un cicalino con luci che si fissa al bastone bianco, con lampeggianti e un segnale acustico da attivare nei momenti critici, gli attraversamenti e le zone affollate. Serve a farsi notare da un automobilista che si avvicina o dai passanti quando la folla non lascia spazio.

È un’idea semplice che affronta un problema reale. Il bastone bianco è un segnale riconosciuto, ma in penombra, di sera o in mezzo alla ressa passa inosservato. Aggiungere una luce e un suono aumenta il margine di sicurezza in quei pochi metri dove un errore degli altri si paga caro.

Un artigianato che parte dai bisogni

Il catalogo di CieCose, che Gozzani firma sotto il marchio TecnoCreazioni, comprende anche un bastone telescopico da mobilità che chiuso misura appena trenta centimetri, con puntali metallici che scorrono bene sul terreno, e altri strumenti per la gestione della casa. Sono oggetti nati dall’ascolto diretto di ciò che manca nella vita di ogni giorno, più che da un piano di marketing.

La misura artigianale ha un rovescio da dire con onestà: sono prototipi prodotti in piccoli numeri, senza la rete di assistenza e le garanzie di un marchio industriale. Chi è interessato deve rivolgersi direttamente al laboratorio, valutare con calma e, dove possibile, provarli prima attraverso la propria sezione UICI.

Il valore di provare prima

Con un ausilio per la mobilità la prova sul campo conta più di qualsiasi scheda tecnica. Lo stesso dispositivo che funziona benissimo per una persona può risultare scomodo per un’altra, a seconda dell’andatura, del residuo uditivo, dell’abitudine al bastone o al cane guida. Per questo il passaggio dalla sezione UICI, dove spesso si può toccare l’oggetto e sentirne il funzionamento prima di spendere, fa la differenza tra un acquisto azzeccato e un cassetto pieno di aggeggi mai usati.

Vale anche per NaviGoz e per il cicalino: sono strumenti da inserire in un percorso di orientamento e mobilità seguito da un istruttore, non scorciatoie che sostituiscono l’addestramento. Usati come complemento, dentro una tecnica già solida, possono aggiungere sicurezza. Usati da soli, senza metodo, rischiano di dare una falsa fiducia.

La vetrina dell’UICI

Il fatto che a segnalare questi ausili sia il notiziario di una sezione territoriale dice qualcosa del canale con cui in Italia gira l’innovazione per i non vedenti. Le grandi novità arrivano dalle fiere internazionali, ma tanta parte degli strumenti che finiscono davvero nelle mani delle persone passa dal passaparola delle sezioni, dai laboratori artigianali e dai piccoli produttori che il grande mercato ignora.

NaviGoz e il cicalino con luci non risolveranno da soli la mobilità di chi non vede. Sono due tasselli pratici, a basso costo, che affrontano due facce dello stesso problema: orientarsi e farsi notare. E arrivano da un’officina italiana che lavora su misura, un modello che vale la pena tenere d’occhio.