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Cremona, semafori parlanti per i non vedenti: lavori al via su 17 attraversamenti

Il Comune di Cremona avvia i lavori per dotare 17 attraversamenti di segnali acustici: 105 mila euro per rendere gli incroci utilizzabili da chi non vede.

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Cremona, semafori parlanti per i non vedenti: lavori al via su 17 attraversamenti

A Cremona attraversare la strada senza vedere è ancora una scommessa. Nessuno dei semafori cittadini, oggi, avvisa un pedone cieco quando scatta il verde. Il Comune ha deciso di cambiare questo dato con un progetto esecutivo approvato dalla giunta, che nel mese di luglio ha fatto partire i lavori per dotare gli incroci di segnali acustici e adattamenti pensati per chi ha una disabilità visiva.

Il piano interessa undici impianti semaforici, per un totale di diciassette attraversamenti pedonali, con una spesa di 105 mila euro. Di questi, 50 mila arrivano come cofinanziamento diretto del Comune, mentre il resto poggia su un bando ministeriale a cui l’amministrazione aveva candidato il progetto. Numeri contenuti, ma che riguardano i punti dove il rischio, per un non vedente, è più alto.

Perché un semaforo silenzioso è un problema

Chi vede attraversa quando il pedonale diventa verde. Chi non vede quel verde non può leggerlo, e allora si affida al rumore del traffico: se le auto accanto a lui ripartono, deduce che tocca a lui. È un metodo che funziona finché la strada è regolare e trafficata, e che salta appena l’incrocio ha una geometria strana, una corsia in più o un semaforo poco frequentato.

Il segnale acustico toglie questa incertezza. Un dispositivo montato sul palo emette un suono ritmato quando il pedonale è verde e cambia tono o si spegne quando il tempo sta per scadere. Alcuni sistemi si attivano solo su richiesta, tramite un pulsante o un telecomando personale, per non riempire il quartiere di suoni continui. Per il pedone cieco il risultato è lo stesso: sa quando partire e sa quanto tempo ha.

Da candidatura a cantiere

Il percorso di Cremona parte da lontano. L’amministrazione aveva presentato il progetto in un bando del Ministero, poi lo ha rimodulato e vi ha aggiunto risorse proprie per farlo partire davvero. È un dettaglio che conta, perché tra le intenzioni annunciate e un cantiere aperto c’è spesso un vuoto di anni. Qui, invece, l’estate 2026 segna il passaggio dalla carta all’asfalto.

La scelta di intervenire su diciassette attraversamenti in una volta sola indica una logica di rete. Un semaforo parlante isolato serve a poco: il valore arriva quando gli incroci accessibili si collegano tra loro e disegnano un percorso che una persona cieca può fare per intero, dalla fermata del bus al negozio, senza tratti al buio.

Il nodo dei percorsi tattili

I semafori acustici lavorano meglio quando sono accompagnati dai percorsi tattili a terra, le guide in rilievo che il bastone bianco riconosce e che portano il pedone dritto verso l’attraversamento. Senza quelle guide, il non vedente sente il segnale ma può faticare a trovare il punto esatto da cui partire. Molti Comuni italiani installano l’uno e dimenticano gli altri, e il risultato resta a metà.

Il caso di Cremona andrà valutato anche su questo: se i diciassette attraversamenti verranno completati con la parte tattile, la città avrà davvero incroci utilizzabili da chi non vede. In caso contrario resterà un miglioramento parziale, utile ma incompleto.

Un tassello dentro un quadro più ampio

L’intervento sui semafori si inserisce in un lavoro più largo sull’eliminazione delle barriere in città, di cui Cremona sta portando avanti anche gli strumenti di pianificazione. Interventi come questo non fanno notizia quanto un nuovo dispositivo tecnologico, eppure incidono ogni giorno sulla vita di chi deve solo attraversare la strada per andare al lavoro.

Per una persona cieca l’autonomia si misura in gesti piccoli come questo. Sapere che a un incrocio ci sarà un suono ad avvisare quando è il momento giusto vuol dire poter uscire di casa con un margine di sicurezza in più. Cremona ha messo la firma e aperto il cantiere. Ora conta arrivare in fondo.