ChatCam, l’assistente visivo di Land AI arrivato sull’App Store il 13 giugno 2024, ha ricevuto stamattina la versione 1.9.0. La novità principale sta nel modo in cui si avvia: adesso una sessione a mani libere si apre chiedendolo a Siri, senza cercare l’icona e senza toccare lo schermo.
L’app punta la fotocamera dell’iPhone su quello che si ha davanti e ne parla, appoggiandosi a modelli di terze parti. La scheda dell’App Store cita GPT di OpenAI, Gemini di Google e Llama di Meta, e descrive un funzionamento a conversazione continua invece che a singolo scatto.
Cosa cambia con la 1.9.0
Le note di rilascio elencano quattro voci. La prima è l’avvio della sessione a mani libere tramite Siri. La seconda riguarda la chiusura: le sessioni hands-free e la modalità «premi per parlare» si terminano con comandi vocali pronunciati nella propria lingua, italiano compreso. La terza aggiunge, dentro le Impostazioni, le guide alle scorciatoie vocali e al widget «Nuova chat», più un interruttore per spegnere del tutto il controllo vocale. La quarta è una correzione: microfono, audio e accessibilità dichiarano un comportamento più affidabile quando si passa a un’altra app e poi si torna a ChatCam.
Quest’ultimo punto è il genere di difetto che si nota solo usando l’app fuori casa, quando una telefonata o una notifica interrompono la sessione e al rientro l’audio resta muto. Land AI non specifica quali versioni di iOS fossero colpite.
Come l’azienda posiziona l’app
Nella descrizione dell’App Store, Land AI dedica un capitolo esplicito alla disabilità visiva. Il testo dell’azienda parla di «un’alternativa incentrata sulla privacy rispetto ad app come Be My Eyes e Seeing AI», e sostiene che ChatCam permetta «conversazioni indipendenti in tempo reale personalizzate in base alle proprie esigenze». Le funzioni rivendicate sono la lettura di testi come menu o lettere, le risposte a domande specifiche sul contenuto, il riconoscimento di date di scadenza, tagli di banconote e colori dei vestiti, e la descrizione della scena per orientarsi.
Sono affermazioni del produttore. Prove indipendenti sull’accuratezza delle descrizioni, al momento, sulla scheda non compaiono. Il confronto con Be My Eyes riguarda comunque un aspetto verificabile: Be My Eyes affianca alla sua parte automatica il collegamento con volontari vedenti, mentre ChatCam lavora solo con i modelli, quindi nessuna persona esterna vede l’inquadratura.
Assistenti su misura
La parte dell’app che Land AI mette più in evidenza sono gli assistenti configurabili: la scheda parla di un gruppo di profili specializzati, ciascuno con la propria memoria delle conversazioni precedenti, fra cui scegliere a seconda del compito. Sopra ci sta l’analisi video in tempo reale, che è quello che permette la conversazione continua mentre la fotocamera resta puntata, invece del giro chiedi-scatta-ascolta.
Il nodo dei dati
La privacy rivendicata si ferma alla catena umana: le immagini restano fuori dalla vista dei volontari, e vengono comunque interpretate da modelli che girano sui server dei fornitori citati. Chi ha vincoli di riservatezza su documenti di lavoro o cartelle cliniche dovrebbe leggere l’informativa dell’app prima di inquadrarli. La scheda dell’App Store dichiara anche il supporto a VoiceOver e al controllo vocale di sistema, che restano il modo in cui l’app si comanda quando la sessione a mani libere è spenta.
Prezzi, lingue e requisiti
ChatCam si scarica gratis e poi vende un piano Basic: 3,99 euro al mese oppure 34,99 euro all’anno sulla scheda italiana. L’app pesa 81,9 megabyte, richiede iOS 16 o successivo ed è tradotta in italiano oltre che in una ventina di altre lingue, tra cui inglese, spagnolo, francese, tedesco, giapponese e cinese. Sull’App Store italiano è classificata sotto Produttività e ha una sola recensione.
Una recensione sola dice poco sulla tenuta dell’app nell’uso quotidiano. Chi vuole farsi un’idea può lavorare con la parte gratuita prima di attivare l’abbonamento, e mettere alla prova la lettura su documenti di cui conosce già il contenuto.
Scarica ChatCam dall’App Store (gratis, con piano Basic a 3,99 euro al mese o 34,99 euro all’anno, richiede iOS 16 o successivo).
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