Be My Eyes ha lanciato Workplace, una versione dedicata ai professionisti con disabilità visiva. Combina assistenza visiva AI, supporto in tempo reale da colleghi e descrizione accessibile dei file aziendali, distinta dalla classica app consumer.
Cosa è Workplace e cosa offre
Be My Eyes, la piattaforma danese che dal 2015 collega persone non vedenti a volontari vedenti tramite videochiamata, ha annunciato nella newsletter di maggio 2026 una nuova soluzione pensata per l’ambiente di lavoro. Si chiama Be My Eyes Workplace e nasce per i dipendenti ciechi e ipovedenti che ogni giorno aprono documenti, leggono e-mail, riconoscono etichette in magazzino, partecipano a riunioni con slide che lo screen reader fa fatica a interpretare.
La piattaforma è separata dall’app consumer Be My Eyes, quella che conta oltre 10 milioni di volontari iscritti nel mondo, e dal servizio Be My AI basato su GPT-4o. Workplace è uno strumento dedicato ai team aziendali, dove il datore di lavoro adotta la soluzione per i dipendenti con disabilità visiva.
Tre funzioni in una piattaforma
Il servizio combina tre canali in un’unica esperienza. Il primo è l’AI visiva: quando un dipendente cieco deve interpretare un grafico in un PDF, una foto in un report o uno screenshot dell’azienda, può inviare l’immagine all’AI integrata e ricevere una descrizione testuale immediata, conforme alle policy aziendali sui dati.
Il secondo canale è il supporto in tempo reale da colleghi vedenti. Un dipendente cieco preme un pulsante nell’app e si attiva una videochiamata con un collega disponibile, identificato dal sistema in base ai criteri impostati dal team. Il collega vede ciò che la fotocamera dello smartphone inquadra e descrive a voce, esattamente come un volontario Be My Eyes farebbe per la versione consumer, ma rimane interno all’azienda.
Il terzo canale è la descrizione automatica dei file aziendali. PDF, presentazioni PowerPoint, fogli Excel ricevono una descrizione strutturata generata dall’AI e accessibile via screen reader. Per chi ha lavorato anche solo qualche ora con una presentazione PowerPoint di 50 slide e zero alt-text, il salto è enorme.
Cosa cambia con l’European Accessibility Act
L’EAA in vigore dal 28 giugno 2025 obbliga le aziende italiane con più di dieci dipendenti e fatturato sopra i due milioni di euro a garantire accessibilità di prodotti e servizi digitali. Strumenti come Be My Eyes Workplace permettono a una grande azienda di mettere in regola i dipendenti con disabilità visiva senza dover riscrivere da zero ogni documento interno.
Hilton ha già aderito al servizio per i clienti negli hotel (ottobre 2024), Tesco ha avviato un programma pilota di sei mesi nei punti vendita britannici (ottobre 2025). Workplace si rivolge a un caso d’uso diverso: i lavoratori interni delle aziende, in particolare nel settore della finanza, della consulenza, della pubblica amministrazione, dove i flussi documentali sono fitti.
Come si attiva in Italia
Be My Eyes Workplace è disponibile a livello internazionale come prodotto B2B. Le aziende interessate contattano direttamente Be My Eyes per la quotazione, che varia in base al numero di dipendenti supportati. Per i dipendenti ciechi delle aziende italiane il consiglio è di portare la proposta al responsabile HR o all’ufficio diversity. Un’azienda che adotta Workplace si attribuisce un vantaggio sostanziale per il reclutamento e per la conformità EAA.
L’integrazione richiede l’app installata sui dispositivi aziendali, configurazione del directory aziendale per identificare i colleghi disponibili, formazione di base per chi accetterà le chiamate di supporto. I tempi tipici di rollout vanno da quattro a otto settimane.
Per i singoli professionisti ciechi che vogliono provare la versione consumer di Be My Eyes e Be My AI in attesa di Workplace in azienda, l’app è scaricabile gratis da App Store e Google Play. Il punto è che una soluzione AI dedicata al lavoro era un anello mancante. Be My Eyes lo ha aggiunto.