Diritti digitali

Audiodescrizione teatrale, le 112 produzioni di Diego Fabbri

Il Centro di produzione teatrale Diego Fabbri di Forlì coordina 112 audiodescrizioni teatrali in Italia nel 2026. Le date di Milano sono 21 e 28 maggio al Piccolo, in collaborazione con i maggiori enti di produzione del paese.

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Il Centro di produzione teatrale Diego Fabbri di Forlì coordina 112 audiodescrizioni teatrali in Italia nel 2026. Le date di Milano sono 21 e 28 maggio al Piccolo, in collaborazione con i maggiori enti di produzione del paese.

Cosa significa 112 spettacoli con audiodescrizione

Il Centro Diego Fabbri di Forlì è il polo italiano specializzato in audiodescrizione teatrale dal vivo. Nel 2026 ha pianificato 112 spettacoli con il servizio dedicato a spettatori non vedenti e ipovedenti, distribuiti dal Piemonte alla Puglia. Gli enti di produzione coinvolti includono il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Stabile di Torino, ERT Emilia Romagna Teatro, il Teatro di Roma, la Fondazione Pontedera Teatro.

Il numero è triplicato rispetto al 2023, quando le audiodescrizioni teatrali in Italia coordinate da un singolo ente non superavano la trentina. Il primo motore della crescita è il recepimento dell’European Accessibility Act, che dal 28 giugno 2025 obbliga i servizi culturali sostenuti da fondi pubblici a includere alternative accessibili. Il secondo motore è una richiesta crescente del pubblico: le sezioni provinciali UICI segnalano da due anni un aumento sostanziale di iscritti alle serate audiodescritte.

Come funziona l’audiodescrizione in teatro oggi

Il modello operativo del Diego Fabbri prevede una squadra di tre persone per spettacolo. Un audiodescrittore senior visiona prima lo spettacolo in prove, scrive il testo della descrizione, coordina i silenzi del copione, segna i tempi precisi. Uno speaker doppia in cuffia in diretta seguendo il copione preparato. Un tecnico audio gestisce la trasmissione radio o Wi-Fi alle cuffie degli spettatori.

Lo spettatore non vedente entra in sala con una cuffia consegnata gratuitamente al botteghino. Sente il testo principale dello spettacolo dal vivo come gli altri spettatori e, durante le pause dei dialoghi, la voce dell’audiodescrittore che racconta cosa si vede sul palco: ingressi, uscite, costumi, scenografia, espressioni dei volti. La modalità ricorda l’audiodescrizione cinematografica adottata da circuiti come MovieReading di IMG Cinemas, adattata al ritmo della rappresentazione dal vivo.

Tre teatri italiani stanno sperimentando il passaggio da cuffie FM radio a trasmissione Wi-Fi con app dedicata sullo smartphone dello spettatore. Il vantaggio è di evitare il prestito delle cuffie e di usare le proprie. La sperimentazione è in corso al Piccolo, al Teatro Stabile di Torino e al Teatro Argentina di Roma.

Le date di Milano e Forlì da segnare

Al Piccolo Teatro di Milano sono in programma due audiodescrizioni a fine maggio: “Orgasmo” il 21 maggio, “Flusso” il 28 maggio. Entrambe le serate sono accessibili con cuffia gratuita su prenotazione al numero verde del Piccolo o tramite la sezione UICI Milano.

A Forlì il calendario del Diego Fabbri 2026 include alcune anteprime nazionali audiodescritte e i grandi titoli della stagione fra ottobre 2026 e maggio 2027. Le date precise vengono pubblicate sul sito ufficiale e sulla newsletter dedicata.

Le altre città italiane con un calendario stabile di audiodescrizioni includono Genova al Teatro Stabile (storica collaborazione fra Centro Diego Fabbri e Stabile di Genova), Bologna al Teatro Arena del Sole, Roma all’Argentina, Torino allo Stabile, Padova al Teatro Verdi, Bari al Petruzzelli.

Il quadro italiano dopo l’European Accessibility Act

L’EAA in vigore dal 28 giugno 2025 ha cambiato il panorama dei teatri italiani. Le sale finanziate con risorse pubbliche (e in Italia la quasi totalità ha qualche tipo di finanziamento ministeriale, regionale o comunale) devono prevedere percorsi accessibili. Per il teatro, accessibilità significa rampe, posti per disabili motori, sottotitoli per non udenti, audiodescrizione per non vedenti.

L’audiodescrizione resta la parte più costosa per spettacolo, perché richiede una squadra di tre professionisti formati per ogni serata. Il Ministero della Cultura ha aperto due bandi nel 2025 per finanziare reti di audiodescrittori e formazione di nuovi professionisti, ma la quantità di soggetti formati resta inferiore alla domanda potenziale.

Il prossimo passo dichiarato da Diego Fabbri è la replica del modello con la nascita di poli regionali. Centri locali con propri audiodescrittori e propria rete di teatri sostengono di lavorare meglio sul tempo lungo rispetto a un coordinamento centralizzato. Per il pubblico Tecnoaccess il messaggio pratico è: nel 2026, andare a teatro a Milano, Roma, Torino, Bologna, Genova, Bari con audiodescrizione di qualità professionale è una realtà. Lo era poco anche cinque anni fa.