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Visionauta legge gli spartiti: si condivide un PDF e l’app suona il brano e produce MusicXML e MIDI

La 3.14.0 dell'assistente visivo firmato dall'ingegnere cieco Jonathan Santos accetta lo spartito dal foglio di condivisione di iOS, senza passare dalla fotocamera.

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Illustrazione editoriale a tema: Visionauta legge gli spartiti: si condivide un PDF e l’app suona il brano e produce MusicXML e MIDI

La versione 3.14.0 di Visionauta è arrivata sull’App Store il 27 agosto 2026 alle 16:36 UTC, e le note di rilascio riguardano una sola funzione: «Miglioramenti nel riconoscimento degli spartiti musicali. Ora puoi condividere un PDF o un’immagine con Visionauta e scegliere di analizzare lo spartito». La novità pratica sta in quel verbo, condividere. Lo spartito si manda a Visionauta dal foglio di condivisione di iOS, da Mail, da File, da qualunque app che gestisca un PDF, e l’app propone fra le azioni possibili l’analisi della partitura. Prima la strada obbligata passava dalla fotocamera, con la pagina da inquadrare.

Che cosa fa l’app con uno spartito

Il comunicato pubblicato dallo sviluppatore descrive la catena completa. Il sistema riconosce le note sullo spartito, legge il brano a voce, lo esegue sul dispositivo e produce due file di lavoro: MusicXML e MIDI. Sono i due formati che i programmi di notazione musicale e le workstation audio leggono nativamente, quindi il risultato può essere aperto in un editor, trasposto, modificato, oppure convertito da altri strumenti.

Sul perché la funzione esista, la parola va allo sviluppatore. Jonathan Santos scrive nel comunicato che i musicisti ciechi «fino a oggi dipendevano da altre persone o da edizioni braille rare e costose» per accedere a uno spartito stampato. È la sua affermazione, riportata come tale.

Braille musicale e riconoscimento ottico

Il tema della musica scritta accessibile era già passato da queste pagine il 9 agosto, con DottedNotes, il programma che converte i file di notazione nei formati usati dagli editori in braille musicale, firmato da una compositrice cieca. I due strumenti attaccano il problema da due punti diversi. DottedNotes parte da un file digitale già strutturato e produce braille; Visionauta parte da una pagina stampata o da un PDF, cioè da un’immagine, e prova a ricostruire la struttura.

Il riconoscimento ottico della musica resta un problema aperto anche fuori dall’accessibilità. Una partitura mette sullo stesso rigo altezze, durate, alterazioni, legature, dinamiche e indicazioni di esecuzione, con simboli che si sovrappongono. Il comunicato dello sviluppatore parla di miglioramenti nel riconoscimento e non pubblica un tasso di accuratezza, quindi la qualità del risultato su una partitura complessa resta da misurare sul campo.

Chi firma Visionauta

Jonathan Santos è un ingegnere del software cieco, specializzato in intelligenza artificiale, con un passato in Google e in Samsung. Oggi è dottorando in Ingegneria Informatica alla Universidade Presbiteriana Mackenzie e insegna come docente a contratto alla scuola di scienze mediche della Santa Casa di San Paolo, dove tiene un corso sull’AI generativa applicata alla sanità.

L’app è nata durante il suo master in Pensiero Computazionale e Intelligenza Artificiale, su incoraggiamento dei professori Ismar Frango e Nizam Omar. Il primo rilascio pubblico sull’App Store porta la data del 24 giugno 2026: due mesi, in mezzo ai quali sono passate parecchie versioni.

Il resto delle funzioni

Accanto agli spartiti, l’app dichiara la conversazione in tempo reale con un’AI che vede attraverso la fotocamera e risponde a voce, la descrizione di ambienti e scene, l’identificazione del luogo con mappa in tempo reale, la ricerca di informazioni su internet, l’aiuto a inquadrare le foto, la chiamata di una corsa in auto a comando vocale, il riconoscimento del testo anche senza connessione, l’identificazione delle banconote di più valute, la ricerca di oggetti e un ingranditore elettronico per chi ci vede poco.

L’interfaccia è disponibile in undici lingue, italiano compreso. L’uso è gratuito con quote giornaliere; l’abbonamento facoltativo Visionauta Plus alza quelle quote, e per attivarlo non serve creare un account Visionauta.

Requisiti

La 3.14.0 richiede iOS 17.0 o successivo e occupa poco spazio sul dispositivo. Lo sviluppatore dichiara anche una versione Android distribuita su Google Play, di cui il comunicato non riporta il numero di versione corrispondente.

Chi arriva da una versione precedente trova la funzione già attiva dopo l’aggiornamento, senza passaggi di configurazione descritti nelle note.

Scarica Visionauta dall’App Store (gratis con quote giornaliere, abbonamento Plus facoltativo, richiede iOS 17.0 o successivo).

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