AI accessibile

TagFit, l’app disegnata da uno sviluppatore cieco per riconoscere oggetti e vestiti

Entrata su AppleVis il 29 luglio, TagFit riunisce riconoscimento degli oggetti, controllo delle scadenze ed etichette NFC in un'unica app pensata prima di tutto per chi non vede.

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Illustrazione editoriale a tema: TagFit, l’app disegnata da uno sviluppatore cieco per riconoscere oggetti e vestiti

Aprire l’armadio e non sapere quale maglione si ha in mano, prendere in dispensa due barattoli identici e non distinguere il sale dallo zucchero, tenere un farmaco senza riuscire a leggerne la scadenza. Sono le piccole scene quotidiane su cui punta TagFit, un’app per iPhone che il 29 luglio è entrata nella directory di AppleVis con il giudizio di app pienamente accessibile con VoiceOver e facile da usare. A firmarla è uno sviluppatore cieco, Juan Jose Montiel Perez, che l’ha pensata prima per chi non vede e solo dopo per tutti gli altri.

Punti la fotocamera e senti cosa stai tenendo

La funzione base è la più diretta: si inquadra un oggetto e l’intelligenza artificiale dice ad alta voce di cosa si tratta. Serve a farsi un’idea rapida di ciò che si ha davanti senza dover chiamare qualcuno. TagFit legge anche i codici a barre dei prodotti e compila da sola i dati della scheda, così un articolo appena comprato finisce già catalogato con nome, marca e caratteristiche.

Chi ha usato per anni Seeing AI o Be My Eyes riconosce il gesto. La differenza è che qui il riconoscimento serve a costruire un inventario personale, non solo a descrivere un istante. Quello che l’app sente diventa una voce in un archivio che resta.

Le scadenze che avvisano prima di scadere

Il pezzo forte per l’autonomia in cucina e nel bagno è il controllo delle date di scadenza. Si scansiona la data stampata su una confezione, TagFit la memorizza e manda un avviso quando il prodotto sta per scadere. L’app tiene anche il conto dei giorni passati dall’apertura, utile per uno yogurt o un flacone di sciroppo che dopo qualche settimana va buttato anche se la data sulla confezione è lontana.

Per una persona cieca capire se un alimento è ancora buono è spesso un affidarsi al naso o al ricordo. Avere un promemoria vocale legato al singolo prodotto toglie un margine di incertezza che pesa ogni giorno.

Tag NFC e QR per gli oggetti identici

Il problema degli oggetti uguali al tatto, due scatole della stessa forma, cinque barattoli di spezie, magliette che cambiano solo nel colore, TagFit lo risolve con le etichette fisiche. L’app lavora con i tag NFC compatibili con gli standard più diffusi (le sigle NTAG213, 215 e 216, i tipi NFC Forum 2, 4 e 5) e con codici QR che si stampano in casa. Si attacca un’etichetta a un capo o a una scatola, la si associa una volta e poi basta passarci sopra il telefono per sentirne il nome, senza dover inquadrare con precisione.

È la stessa logica dei sistemi a bollini parlanti usati da tempo dagli utenti ciechi, portata dentro un’unica app e legata alla fotocamera dello smartphone che quasi tutti hanno già in tasca.

Il guardaroba e l’aiuto a distanza

Una sezione è dedicata ai vestiti. Ogni capo si cataloga con colore, taglia e istruzioni di lavaggio, e una funzione outfit permette di comporre abbinamenti da richiamare quando serve. Chi vuole una mano da una persona vedente può aprire la modalità helper: da un indirizzo web dedicato un familiare o un amico vede le foto del guardaroba e compone gli abbinamenti a distanza, senza dover essere fisicamente presente.

Sul fronte accessibilità l’app dichiara supporto a VoiceOver e a Voice Control, ingrandimento del testo fino al doppio, interfaccia scura e distinzioni che non si affidano solo al colore, pensate quindi anche per chi ha un residuo visivo.

Quanto costa e in quali lingue

TagFit è gratuita e il suo nucleo funziona offline, senza bisogno di creare un account. Un account gratuito solo con email sblocca le funzioni di intelligenza artificiale con una quota mensile. Chi vuole di più passa a TagFit Premium, che costa 0,99 euro al mese o 9,99 euro l’anno e aggiunge una quota AI più ampia, il backup sul cloud e gli spazi condivisi. L’app parla italiano, oltre a inglese, spagnolo, francese e portoghese, ed è stata provata su iPhone con iOS 26.5.

Resta un limite onesto da tenere presente: le funzioni di riconoscimento vivono di intelligenza artificiale, quindi di quota e di qualità della fotocamera. Ma l’idea di riunire riconoscimento, scadenze, etichette NFC e guardaroba in un solo posto, con VoiceOver messo al centro fin dal primo giorno, è quello che rende TagFit interessante per chi non vede.

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