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TactivoPlay, venti audiogiochi per Windows pensati per chi non vede

Una raccolta di 20 audiogiochi per Windows costruiti attorno al suono e alla voce, pensati da zero per giocatori ciechi e ipovedenti. I primi 10 sono in beta.

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TactivoPlay, venti audiogiochi per Windows pensati per chi non vede

La maggior parte dei videogiochi chiede una cosa sola che un cieco non può dare: guardare lo schermo. TactivoPlay parte dalla premessa opposta. È una raccolta di venti giochi per Windows costruiti attorno al suono, alla voce e a comandi semplici, pensati da zero per giocatori ciechi e ipovedenti. Titoli nati per essere ascoltati, con l’audio al posto dello schermo fin dalla prima riga di codice.

Il progetto è in fase di lancio: i primi dieci giochi sono già in beta testing, mentre gli altri dieci verranno rifiniti sulla base dei suggerimenti dei giocatori. La raccolta è disponibile in preordine sul sito ufficiale tactivoplay.com, e gira su normali PC e portatili Windows, senza hardware speciale.

Dieci giochi per iniziare

Il primo gruppo mette insieme generi diversi. C’è Pizza Maker Plus, dove si compone una pizza seguendo le istruzioni vocali, e Soundcast Fishing, una battuta di pesca guidata dai suoni dell’acqua e della lenza. Bug Basher e Beat Tapper puntano sui riflessi e sul ritmo, mentre Audio Racer è una corsa in cui la posizione dell’auto si intuisce dal panorama sonoro invece che dal video.

Completano la lista Sequence Memory, un gioco di memoria, Black Jack e Hi-Low Card Game per chi ama le carte, General Knowledge Quiz per le domande a risposta, e Treasure Chest and the Ancients, un’avventura a caccia di tesori. Titoli brevi, facili da imparare, che si prestano a una partita veloce più che a maratone di ore.

Come si gioca senza vedere

Il metodo è sempre lo stesso: istruzioni parlate, segnali sonori chiari e controlli ridotti all’osso. Ogni schermata annuncia a voce cosa sta succedendo e cosa può fare il giocatore, senza costringerlo a memorizzare menu invisibili o a indovinare dove si trovi un pulsante. Chi usa già uno screen reader come NVDA o JAWS si muove in un terreno familiare, ma i giochi funzionano anche con la loro voce integrata.

Qui il suono fa da interfaccia a tutti gli effetti. In Audio Racer la strada si percepisce dal modo in cui il rumore si sposta da un orecchio all’altro; in Soundcast Fishing il momento di tirare la lenza è segnalato da un cambio preciso nel suono. Serve una buona cuffia stereo e un po’ di attenzione, e lo schermo diventa superfluo.

Una collezione al posto di titoli sparsi

La differenza rispetto ai tanti audiogiochi già esistenti sta nel formato. Un giocatore cieco, di solito, deve cercare i titoli accessibili uno per uno, tra forum, siti di appassionati e download sparsi, con qualità e installazioni molto variabili. TactivoPlay raccoglie venti giochi in un unico pacchetto pensato per essere coerente, con lo stesso modo di comandare e lo stesso stile di istruzioni in tutti i titoli.

Per chi si avvicina adesso al gaming senza vista, questo abbassa la barriera d’ingresso. Non deve capire quale gioco è davvero giocabile e quale no: trova una libreria già selezionata, dove ogni titolo è stato costruito con lo stesso obiettivo.

Il ruolo dei giocatori nella seconda metà

La scelta di rilasciare prima dieci giochi e di modellare gli altri dieci sui riscontri della community dice molto sull’impostazione. Chi prova la beta diventa una fonte di correzioni prima ancora che un cliente: segnala i suoni poco chiari, i comandi scomodi, i punti in cui la voce arriva in ritardo. È un modo di lavorare che ha dato buoni risultati in altri progetti di gaming accessibile, dove i giocatori ciechi hanno rifinito i titoli meglio di qualsiasi test da laboratorio.

Resta da capire come sarà il prezzo finale e con quale ritmo usciranno i dieci giochi mancanti. Ma l’idea di fondo è solida: mettere sotto lo stesso tetto una ventina di giochi che un cieco può accendere e usare subito, senza chiedere aiuto e senza schermo. Per una fascia di pubblico spesso lasciata ai margini dell’intrattenimento digitale, è un buon punto di partenza.