Orbit Research ha messo in preordine il Flow 40, un display braille da quaranta celle che si collega al computer o al telefono con un solo cavo USB-C e non chiede driver. Il prezzo di listino sul sito del produttore è di 2.495 dollari. La newsletter statunitense Top Tech Tidbits lo ha segnalato nel numero del 3 settembre insieme al resto delle novità presentate da Orbit alla fine di agosto.
Orbit Research è l’azienda che ha reso popolare la fascia economica dei display braille con la linea Orbit Reader, costruita su celle a tecnologia diversa da quella tradizionale. Il Flow 40 adotta la piezoelettrica, la stessa famiglia di attuatori usata dai display di fascia alta.
Quaranta celle, undici tasti oltre alla tastiera
La riga braille è da 40 celle piezoelettriche, con i tasti di richiamo del cursore sopra ogni cella. Sotto ci sono cinque tasti da azionare con i pollici per la navigazione e sei tasti configurabili, che l’utente può assegnare ai comandi dello screen reader e allo scorrimento del testo. La scheda del produttore non indica quanti di questi comandi arrivino già preimpostati per JAWS, NVDA o VoiceOver.
Il corpo è in metallo lavorato con finitura in alluminio spazzolato. Pesa 300 grammi e misura 30 per 7,7 per 2 centimetri, misure che lo tengono nella fascia dei display trasportabili in borsa insieme a un portatile.
La differenza fra le due tecnologie di cella si sente nell’uso. Le celle piezoelettriche alzano e abbassano i punti tramite lamine che si flettono sotto tensione: il refresh è rapido e silenzioso, e regge la lettura veloce. Le celle usate dalla linea Orbit Reader funzionano invece con un meccanismo mobile che abbatte il costo di produzione, al prezzo di un rumore percepibile a ogni riga e di una velocità di aggiornamento inferiore. È la ragione per cui i display braille economici e quelli professionali sono restati per anni due mercati separati.
Un solo cavo, sei sistemi operativi
Il collegamento avviene via USB-C ed è dichiarato plug and play, senza software da installare. Orbit indica la compatibilità con gli screen reader più diffusi su Windows, macOS, iOS, Android, Chrome OS e Linux.
Sulla pagina del prodotto manca però qualsiasi riferimento al Bluetooth, e manca anche il dato sull’autonomia della batteria. Su un dispositivo che punta tutto sul cavo unico può trattarsi di una scelta di progetto, ma finché Orbit non pubblica la scheda tecnica completa resta un punto aperto. Il Bluetooth è la via con cui i display braille si collegano a iPhone e Android quando il telefono resta in tasca, e il protocollo HID Braille lo ha standardizzato proprio per quello.
Quando arriva
La pagina ufficiale del Flow 40 al momento raccoglie iscrizioni per essere avvisati all’apertura delle spedizioni, con la formula «iscriviti per essere il primo quando iniziamo a spedire». Top Tech Tidbits, riprendendo la comunicazione di Orbit del 31 agosto, indicava il 7 settembre come data di avvio delle consegne: sul sito del produttore quella data non compare.
Non risultano al momento distributori italiani annunciati per il Flow 40. Per gli altri prodotti Orbit il canale italiano passa dai rivenditori di ausili tiflotecnici, che di solito si allineano al listino con qualche mese di ritardo rispetto agli Stati Uniti.
Dove si colloca sul mercato
A 2.495 dollari il Flow 40 si posiziona nella fascia media dei display a 40 celle, sotto i modelli di punta di Freedom Scientific e HumanWare e sopra i display economici che la stessa Orbit vende con la linea Reader. La scommessa dichiarata è sulla semplicità del collegamento: nessun driver, nessun accoppiamento, un cavo solo.
Insieme al Flow 40, alla fine di agosto Orbit ha pubblicato anche OR-bot, un assistente di supporto tecnico basato su intelligenza artificiale che l’azienda dichiara costruito per l’uso da tastiera e con lo screen reader, senza registrazione e con risposte in più lingue.
La scheda dell’Orbit Flow 40 sul sito di Orbit Research (2.495 dollari, al momento in preordine).
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