Il 26 agosto 2026, alle 12:27 UTC, è comparso sull’App Store un aggiornamento con una nota di rilascio di quattro parole: «Corretto alcuni problemi interni». È la versione 2.3.11 di Libro Parlato Online, l’applicazione con cui il Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti porta il proprio catalogo su iPhone e iPad. Manutenzione, quindi. L’occasione per rivedere che cosa fa un’app che in Italia serve un servizio da decine di migliaia di utenti.
Il servizio dietro l’app
Il Centro Nazionale del Libro Parlato è attivo da oltre sessant’anni e distribuisce opere registrate in prestito a persone cieche, ipovedenti e con difficoltà di lettura autonoma. Il catalogo supera i trentamila titoli. Il servizio è gratuito, e per accedervi occorre iscriversi su libroparlatoonline.it inviando la documentazione che attesta la disabilità visiva.
La produzione recente del Centro adotta lo standard internazionale DAISY, oltre al più semplice MP3. La differenza sta nella struttura: un audiolibro DAISY porta con sé l’indice del testo, quindi consente di spostarsi per capitoli, paragrafi, pagine, frasi e parole invece di scorrere avanti e indietro su una traccia unica.
Quanto pesi il servizio lo si è visto a luglio, quando l’UICI ha presentato in Senato il proprio bilancio sociale: 17.109 utenti del libro parlato, su 38.531 soci.
Che cosa si fa dall’app
La scheda sull’App Store descrive quattro chiavi di ricerca nel catalogo: titolo, autore, codice e genere. Scorrendo la lista dei risultati si aprono i dettagli dell’opera e si avvia il prelievo sul dispositivo, così che l’ascolto avvenga anche senza connessione a internet. La consultazione del catalogo è libera per chiunque; il prelievo dei file resta riservato agli utenti registrati al servizio.
Sulla riproduzione, l’app gestisce il formato DAISY con la navigazione per capitoli, paragrafi e pagine. Alla chiusura memorizza la posizione raggiunta e alla ripresa riparte da lì. Si possono aggiungere segnalibri personali da richiamare in seguito, utili su un saggio o su un manuale di studio, dove il punto a cui tornare cambia di continuo.
Le opere possono entrare nell’app anche per altre strade: la condivisione file di iTunes, oppure la funzione «Apri con» da programmi come Mail. Serve a chi riceve un titolo per posta elettronica o lo ha già sul computer.
Chi la sviluppa, e da quanto
L’app la firma MDV Ingegneria Elettronica di Benassati Alberto e C. Sas, e la scheda dell’App Store indica uiciechi.it come sito di riferimento dello sviluppatore. Il primo rilascio pubblico porta la data dell’11 giugno 2013, quindi l’applicazione è sul negozio Apple da tredici anni.
La 2.3.11 pesa poco più di sei megabyte, è disponibile in italiano e in inglese, e richiede iOS 15.6 o successivo. Quel requisito minimo arriva fino all’iPhone 6s, uscito nel 2015, che è l’apparecchio più vecchio in grado di installare iOS 15.
Il contesto attorno
Il Libro Parlato ha avuto una collocazione fisica nuova a luglio, quando l’UICI ha inaugurato la sede nazionale di Roma che ospita il servizio. Sul fronte software, negli ultimi mesi sono arrivate altre app capaci di leggere il formato DAISY su iPhone, fra cui BookCraft Audio, e SM Readmate ha portato la lettura di ebook accessibili su Mac.
Quelle app leggono i file: il catalogo continua ad arrivare dal Centro. Il legame fra l’applicazione ufficiale e il servizio sta proprio nel prelievo autenticato, che dall’app avviene senza passare dal browser e senza spostare i file a mano da un computer.
La nota di rilascio della 2.3.11 non elenca funzioni nuove, e il testo generico «problemi interni» lascia fuori quali. Chi ha riscontrato malfunzionamenti specifici sulle versioni precedenti dovrà verificare da sé se l’aggiornamento li chiude.
Scarica Libro Parlato Online dall’App Store (gratis, richiede iOS 15.6 o successivo; il prelievo delle opere richiede l’iscrizione al servizio del Centro Nazionale del Libro Parlato).
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