Per chi usa uno screen reader, il sito di un’azienda sanitaria è il posto dove prenoti una visita, scarichi un referto, cerchi l’orario di un ambulatorio. Se quel sito è costruito male, un cieco resta fuori da tutto questo, anche quando in fondo alla pagina campeggia una dichiarazione di accessibilità in regola. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna, dopo aver messo online il nuovo portale istituzionale, ha chiamato gli utenti non vedenti a provarlo sul campo, per capire se le pagine fossero usabili oltre la conformità formale.
Il 27 giugno 2026 è stata resa nota l’intesa tra l’ASP di Enna e la sezione provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La notizia è stata battuta dall’ANSA e ripresa da testate locali come sanitainsicilia.it e vivienna.it. Il protocollo affida agli utenti con disabilità visiva la verifica del sito già pubblicato, dopo un periodo di test durato circa due mesi, e prevede controlli periodici nel tempo.
Cosa cambia rispetto alla solita dichiarazione di accessibilità
Ogni pubblica amministrazione italiana è tenuta a pubblicare una dichiarazione di accessibilità dei propri siti e a rispettare gli standard tecnici. Il punto è che quella dichiarazione può essere compilata senza che nessun cieco abbia mai aperto il sito con un lettore di schermo. Un modulo di prenotazione che passa i test automatici può comunque avere pulsanti senza etichetta, campi che lo screen reader legge come caselle vuote, menu che si aprono solo col mouse.
A Enna l’ASP ha scelto di far entrare le persone cieche nel processo mettendo alla prova il portale con chi lo userà ogni giorno. Un utente non vedente scorre le pagine con lo screen reader, prova a completare le operazioni tipiche e segnala dove il percorso si interrompe. Sono errori che uno strumento automatico spesso non rileva e che un tecnico vedente fatica a immaginare, perché li vede senza problemi con gli occhi.
Le parole del direttore generale
Il direttore generale dell’ASP, Mario Zappia, ha messo la questione in termini asciutti: “Non ci interessava il semplice rispetto formale di una norma, ma offrire ai cittadini uno strumento davvero utile e pienamente fruibile”. È una distinzione che chi non vede conosce bene. Una casella spuntata in un audit non serve a niente se poi la pagina resta inutilizzabile con VoiceOver o con un lettore di schermo su computer.
Chi ha costruito il sito e con quali regole
Lo sviluppo del portale è affidato alla società K2 Innovazione, che secondo l’accordo lavora seguendo le linee guida del W3C e quelle dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale. Il W3C è l’organismo internazionale che definisce le WCAG, i criteri tecnici con cui si misura l’accessibilità di una pagina web: contrasto dei colori, testi alternativi alle immagini, possibilità di usare tutto da tastiera, ordine di lettura coerente per lo screen reader. L’AgID traduce quegli standard nelle regole che le amministrazioni italiane devono applicare.
La differenza è nel metodo. Le linee guida indicano cosa deve funzionare; il collaudo con gli utenti ciechi verifica che funzioni pagina per pagina, dove un cieco prenota una prestazione al CUP, consulta un referto o paga un ticket. Sono proprio le operazioni per cui un portale sanitario diventa il canale con cui migliaia di persone si rapportano alla sanità pubblica del territorio.
Perché conta e cosa può insegnare ad altre ASP
La spinta normativa non manca. Gli obblighi di accessibilità dei siti della pubblica amministrazione poggiano sulla legge Stanca e sulla direttiva europea 2016/2102, che impongono standard tecnici per i servizi digitali. Il rischio è che tutto si risolva sulla carta, con dichiarazioni conformi e siti che nella pratica lasciano i ciechi a chiedere aiuto a un familiare o a rinunciare al servizio.
Il caso di Enna interessa perché mostra un ente sanitario pubblico che mette gli utenti ciechi al banco di prova del proprio sito, con voce in capitolo su una funzione che di solito viene decisa altrove. Il modello è replicabile: qualsiasi altra azienda sanitaria che rifà il proprio sito può firmare un’intesa con la sezione UICI del suo territorio e far provare le pagine da chi le userà con lo screen reader. Costa poco e intercetta problemi che, a portale già pubblicato e usato ogni giorno, restano molto più difficili da correggere.