Un’app che descrive a voce ciò che la fotocamera inquadra, per chi non vede o vede pochissimo, funziona come un secondo paio d’occhi da tenere in tasca. Molti di questi strumenti si affidano al GPS per dire all’utente dove si trova, e il GPS perde precisione appena si entra in un edificio. DaiSee, applicazione per iPhone pensata per persone cieche e ipovedenti, comprese quelle con degenerazione maculare, prova a coprire questa lacuna: la versione 2.5.0, arrivata sull’App Store nei giorni scorsi, aggiunge il riconoscimento della posizione al chiuso e una guida al cammino rivista.
Cosa cambia con la versione 2.5.0
Le note di rilascio pubblicate sull’App Store descrivono due funzioni toccate dall’aggiornamento. «Where am I?» (Dove sono?) e «Walk with DaiSee» (Cammina con DaiSee) ora riconoscono ambienti interni come negozi, bar, stazioni, musei e campus. Nelle versioni precedenti le due funzioni si fermavano ai nomi delle strade all’aperto. Dentro un edificio, sapere in che tipo di ambiente ci si trova cambia la mossa successiva, se chiedere aiuto o proseguire, e finora quell’informazione mancava proprio dove serviva di più.
Le stesse note segnalano interventi sull’interfaccia, il punto più delicato per chi ha una vista residua: un’introduzione animata alla schermata «Walk», un pulsante di avvio più grande e ad alto contrasto e alcune rifiniture alle schede condivisibili della funzione Walk, le «walk share card».
Leggere testi, trovare oggetti, riconoscere i colori
DaiSee si rivolge a chi non vede o ha una vista molto ridotta, comprese le persone con degenerazione maculare, la condizione che cancella la visione centrale e rende illeggibili scritte e volti anche da vicino, pur lasciando un residuo di campo periferico. Per loro l’app usa la fotocamera dell’iPhone e modelli di intelligenza artificiale, con cinque compiti raccolti in quattro funzioni descritte nella scheda ufficiale. «See for Me» (Vedi per me) legge ad alta voce testi come lettere, menù, etichette e cartelli, e descrive scene e oggetti inquadrati. «Locate Item» (Trova oggetto) cerca un oggetto indicato a voce e guida l’utente con indicazioni parlate fino a raggiungerlo. «Identify Colour» (Riconosci colore) nomina il colore di una superficie, utile per abbinare un capo d’abbigliamento o controllare la maturazione della frutta. «Light Sense» (Sensore di luce) traduce in toni sonori la quantità di luce inquadrata, così da individuare una finestra o una lampada accesa senza vederla.
Comandi a voce e lettore di schermo
L’app è pensata per funzionare senza guardare né toccare lo schermo. Tra i comandi vocali riconosciuti ci sono «stop», «repeat» (ripeti), «slower» (più lento) e «faster» (più veloce), utili per far ripetere o rallentare una descrizione mentre si tiene il telefono puntato. Per una persona ipovedente comandi del genere contano, perché è proprio lì la difficoltà: centrare il punto giusto dello schermo quando i contorni dei pulsanti sfumano. Sul lato del sistema operativo, la scheda App Store dichiara il supporto completo a VoiceOver, il lettore di schermo di Apple che pronuncia a voce ogni elemento dell’interfaccia, e la compatibilità con il Dynamic Type, l’impostazione di iOS che ingrandisce i caratteri di sistema. Il layout è ad alto contrasto e l’app funziona solo in verticale.
Come vengono trattati immagini e audio
La gestione dei dati conta per chiunque punti la fotocamera su documenti, volti e ambienti privati. Secondo la scheda dell’App Store, DaiSee non chiede di creare un account. Le immagini della fotocamera e l’audio della voce viaggiano su connessione sicura solo mentre una funzione è in uso e non vengono conservati sui server dello sviluppatore. Le etichette privacy di Apple elencano comunque alcuni dati raccolti e collegati all’utente (posizione, informazioni di contatto, foto e video, identificativi) e altri raccolti ma non collegati alla persona: identificativi del dispositivo, dati di utilizzo, diagnostica (comprese le segnalazioni di errore e i dati sulle prestazioni) e dati audio. Proprio la presenza dei dati audio in questo secondo gruppo può sembrare in contrasto con la dichiarazione che l’audio non resta sui server; le due indicazioni stanno insieme se l’elaborazione avviene solo durante l’uso, senza che i file vengano archiviati.
Un ausilio indipendente da mettere alla prova
Nel campo degli ausili visivi basati sull’intelligenza artificiale ci sono nomi noti come Be My Eyes e Seeing AI di Microsoft; DaiSee è un progetto indipendente, firmato dallo sviluppatore Li-shuo Liu. La prima versione, la 1.0, è arrivata sull’App Store il 23 aprile 2026, e la 2.5.0 è quella disponibile in questi giorni. Per chi lo usa vale il consiglio che si dà per ogni ausilio del genere: provare le funzioni in situazioni note prima di affidarsi ai suggerimenti di posizione dentro un luogo sconosciuto, dove un errore nel leggere l’ambiente si paga più caro.