A un festival del cibo, il momento del menù è spesso il primo scoglio per chi non vede. La carta stampata resta illeggibile, e serve qualcuno che legga le voci a voce, con la fila che preme e il rischio di saltare metà delle proposte. BRA’S 2026, la rassegna enogastronomica che si tiene a Bra, in provincia di Cuneo, prova a togliere quello scoglio: attraverso il progetto «Vista Senza Limiti», i menù saranno disponibili in braille e con QR code in rilievo, stampati in 3D, che le persone cieche e ipovedenti possono trovare e scansionare da sole. Gli organizzatori la presentano come la prima grande manifestazione enogastronomica italiana pensata per essere interamente accessibile a chi non vede.
Menù in braille e QR in rilievo
Il progetto lavora su due strumenti. Il primo è il menù in braille: le voci del menù trascritte a puntini in rilievo, così che chi legge con le dita possa scorrere le proposte senza aspettare che qualcuno gliele elenchi. Il secondo è il QR code stampato in 3D, un codice a rilievo che la persona cieca riesce a individuare al tatto sul tavolo o sulla carta e poi a inquadrare con il telefono. Una volta scansionato, il codice apre sullo smartphone i contenuti in un formato che lo screen reader legge ad alta voce.
La combinazione copre due modi diversi di leggere. Chi conosce il braille usa la trascrizione a puntini. Chi non lo pratica, e sono la maggioranza delle persone con disabilità visiva, si affida al QR e alla voce del telefono. Il dettaglio che rende usabile il codice è il rilievo: un QR piatto stampato sulla carta è invisibile per chi non vede e resta inutile, mentre la versione in 3D si trova con le dita.
Perché un menù accessibile conta per chi non vede
Ordinare da soli è una di quelle azioni che chi ci vede dà per scontate e che per una persona cieca dipende quasi sempre dalla disponibilità di un accompagnatore. Leggere il menù per conto proprio significa scegliere con calma, conoscere i prezzi, sapere cosa c’è senza dover chiedere e senza dover accettare quello che l’altro decide di riferire. In un contesto di festa, con migliaia di persone attorno agli stand, l’autonomia nel momento dell’ordinazione cambia l’esperienza: si passa dall’essere accompagnati al muoversi da soli.
C’è anche una questione di diritti che riguarda il commercio. Le norme europee sull’accessibilità stanno estendendo l’obbligo di rendere fruibili prodotti e servizi anche a chi ha una disabilità sensoriale, e il modo in cui un esercente presenta il proprio menù rientra in quel discorso. Un evento che sceglie braille e QR in rilievo mostra in pratica cosa vuol dire accogliere anche i clienti che non vedono.
Chi c’è dietro il progetto
«Vista Senza Limiti» nasce dalla collaborazione tra la Città di Bra, Confcommercio Cuneo, la Regione Piemonte e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Piemonte. La presenza dell’UICI serve a evitare l’errore più comune in queste iniziative: pensare l’accessibilità senza le persone a cui è destinata. Sono i non vedenti a poter dire se un QR in rilievo si trova davvero al tatto, se il braille è trascritto in modo corretto, se il percorso per arrivare allo stand funziona. Il coinvolgimento dell’associazione dovrebbe garantire che gli strumenti siano provati da chi poi li userà.
BRA’S è una rassegna dedicata alle produzioni tipiche del territorio, dal formaggio Bra ai prodotti da forno, e richiama un pubblico ampio: l’edizione precedente ha portato in città circa 80.000 visitatori. La prossima è in programma dal 17 al 20 settembre 2026, con l’apertura fissata per la sera di giovedì 17. L’idea di rendere accessibile un appuntamento di questa dimensione mette alla prova gli strumenti su numeri reali, non su un banco dimostrativo.
Un banco di prova per gli eventi
Il valore di «Vista Senza Limiti» si vedrà a settembre, quando le persone cieche proveranno menù e codici sul posto. Le domande aperte sono pratiche: quanti stand aderiscono, se il braille copre tutte le proposte o solo una parte, se i QR in rilievo resistono all’uso di una giornata affollata. Se il modello regge, offre un esempio replicabile per altre sagre e festival italiani, dove finora il menù accessibile è stato un’eccezione rara. Il punto di partenza è già dichiarato: a Bra, a settembre, chi non vede dovrebbe poter leggere il menù con le proprie mani.